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Autoinfusione e accesso venoso

L'emofilia è una malattia congenita, cronica, per la quale non esiste al momento un trattamento definitivo. Il fondamento della terapia è attualmente costituito dal trattamento sostitutivo con concentrati del fattore carente, somministrati per via endovenosa.
Per somministrare il concentrato del fattore carente bisogna accedere al sistema venoso. La via preferenziale è la puntura estemporanea delle vene periferiche (venipuntura), che può essere eseguita dal paziente stesso o da un parente o assistente.
Le vene periferiche infatti presentano diversi vantaggi: offrono sedi diverse che possono essere alternate e il cui accesso è rapido e possono essere eseguite ovunque, non richiedendo attrezzature particolari. La puntura delle vene periferiche però ha anche qualche svantaggio: l'accesso può essere difficile per difficoltà di localizzazione delle vene e l'utilizzo ripetuto delle stesse sedi può generare un indurimento (fibrosi) che rende difficile le iniezioni successive. Inoltre è necessario un notevole addestramento svolto in forma sia individuale che collettiva (ad esempio nei corsi di autoinfusione/infusione domiciliare).
L'autoinfusione, infatti, consiste nella somministrazione del fattore carente, da parte di un genitore o del paziente stesso. Nell'ambito dei corsi tutti gli attori (genitori/paziente) vengono gradualmente addestrati alla preparazione del farmaco, alla scelta della vena, all'infusione del fattore, al riconoscimento dell'emorragia e alle modalità comportamentali da seguire in caso di sanguinamento.

L'autoinfusione è la base dell'efficacia del trattamento dell'emofilia, in quanto permette di:

  • trattare l'episodio emorragico nel più breve tempo possibile, riducendo così lo sviluppo di complicanze;
  • evitare i ritardi dovuti al trasferimento in ospedale;
  • ottenere una rapida risoluzione dell'emorragia con un minor numero di infusioni;
  • ridurre lo stress da ospedalizzazione;
  • ridurre gli accessi in ospedale per le infusioni;
  • ridurre le assenze da scuola;
  • ridurre le assenze dal lavoro per i genitori.

Perché i genitori o i pazienti possano praticare l'infusione domiciliare, l'accesso venoso deve essere facile e sicuro per poter essere utilizzabile a domicilio.

Perché l'infusione domiciliare sia eseguibile facilmente anche da non professionisti della sanità è necessario che l'operatore, che può essere il paziente stesso, un parente/genitore o un assistente autorizzato dal centro Emofilia nel corso di autoinfusione possa accedere facilmente al sistema venoso del paziente.
Ciò può avvenire in diversi modi, pungendo direttamente le vene (venipuntura) o tramite appositi dispositivi quali aghi e cateteri venosi.

Venipuntura 

Generalità sui cateteri venosi centrali  

Catetere venoso centrale a lunga permanenza 

Cateteri venosi centrali parzialmente impiantabili  

CVC totalmente impiantabili (totalmente sottocutanei) – PORT  

Cateteri venosi centrali ad inserzione periferica e media permanenza – PICC e Midline 

 

PP-GIP-ITA-0398

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