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Vivere l'estate a pieno ritmo

L'estate è la stagione del divertimento e della libertà per gli adolescenti. Anche i ragazzi con emofilia possono viverla a pieno, seguendo le seguenti regole:

  • Nella bella stagione, l'attività fisica si pratica soprattutto all'aperto, in strutture sportive attrezzate, in spazi liberi o in ambienti naturali che per le loro caratteristiche possono aumentare la probabilità di cadere e/o farsi male. Un consiglio valido per tutti, a prescindere dal fatto di soffrire di emofilia, è valutare bene i possibili rischi associati al luogo scelto per praticare lo sport e prestare la giusta attenzione. Certamente l'indipendenza nella pratica della autoinfusione e la profilassi regolare, in caso questa sia stata prescritta dal medico del Centro Emofilia, renderanno tutto più facile.

  • Il nuoto è uno sport eccellente sotto tutti i profili che può essere praticato senza problemi da chiunque, a qualunque età. Tuttavia, quando si è fuori dalla vasca, piscine e centri acquatici hanno il brutto difetto di essere luoghi ad alto rischio di cadute e traumi, a causa di pavimenti e bordo-vasca bagnati e sdrucciolevoli. Per evitare problemi, usate sempre ciabatte antiscivolo, fate attenzione alle fasi di entrata/uscita dall'acqua, evitate i tuffi (specie quelli con rincorsa e da trampolino) e non scherzate con gli amici a bordo-vasca (per esempio, per far cadere qualcuno in piscina o fargli sbagliare un'entrata).

  • In estate, vien voglia di essere liberi e autonomi. Soprattutto nei luoghi di vacanza, usare i mezzi pubblici per spostarsi può essere noioso e, talvolta, abbastanza complicato. D'altro canto, usare biciclette o scooter su strade piene di turisti può essere pericoloso, perché il rischio di cadere e rovinarsi la vacanza è alto. Anche al mare o in montagna, per gli spostamenti cercate sempre di preferire autobus e treni, oppure chiedete un passaggio in auto a genitori, fratelli/sorelle maggiori o amici più grandi. La pratica regolare della profilassi e la pronta disponibilità di qualche fiala extra di fattore adeguatamente conservata vi aiuterà comunque a non avere gravi complicanze in caso di traumi.

  • Tra le formule di vacanza possibili, il campeggio con gli amici è sicuramente una delle più divertenti e stimolanti, ma anche una delle più faticose sul piano fisico e difficile da gestire dal punto di vista medico-sanitario, specie se si sceglie una destinazione un po' selvaggia e lontana da centri abitati. Per gli emofilici il campeggio non è vietato, a patto di attrezzarsi opportunamente per poter conservare adeguatamente i concentrati e praticare regolarmente la profilassi con il proprio fattore senza problemi, di avere la possibilità di muoversi facilmente in automobile e di scegliere una destinazione vicina a un centro medico attrezzato per ogni eventuale necessità.

  • A prescindere dal fatto di soffrire di emofilia, se si decide di fare un'escursione in montagna con gli amici è bene studiare bene il percorso prima della partenza e informare i genitori o altre persone adulte del tragitto, per poter essere rintracciati facilmente in caso di necessità. Inoltre, è indispensabile che il gruppo porti con sé almeno due telefoni cellulari funzionanti e accesi, con memorizzati in rubrica i numeri di emergenza, e che resti in zone coperte dal campo. Almeno una persona del gruppo deve mettere nello zaino un kit di primo soccorso e sarà bene portare il necessario per una infusione extra del fattore da infondere in caso di traumi.

  • Anche se si è affetti da emofilia, se si ha l'occasione e la voglia di fare una gita in barca, non si deve rinunciare. Per non avere problemi, basta praticare regolarmente la profilassi, portare con sé un kit sanitario di emergenza e non adottare comportamenti a rischio durante la navigazione e le soste, seguendo sempre le istruzioni del "capitano". In caso di tragitti in mare lunghi, lontani dalla costa o che prevedano pernottamenti in approdi selvaggi, è opportuno avere con sé il necessario per la profilassi e seguire quanto sopra suggerito per il campeggio.

  • Le vacanze di gruppo, completamente libere o supervisionate da adulti, sono tra le esperienze più divertenti e costruttive dell'adolescenza, perché insegnano a stare bene in mezzo agli altri, a costruire relazioni e a rispettarsi a vicenda. Per chi soffre di emofilia, la vacanza di gruppo è anche un momento per far conoscere meglio la malattia agli amici e per far capire che può essere gestita.

  • Prova costume o meno, l'estate è il periodo che più di tutti invoglia a curare la forma fisica, attraverso la dieta sana e il movimento. Cogliete ogni occasione per farvi del bene: mangiate frutta e verdura fresche; bevete molta acqua; assumete giuste quantità di carboidrati complessi e proteine; cercate di evitare hamburger, hot dog, patate fritte, alimenti preconfezionati di scarso valore nutritivo e alto contenuto calorico, come merendine, snack confezionati, dolciumi, e bibite gassate (che non vanno neanche tanto d'accordo con il caldo); praticate sport e muovetevi più che potete (senza strafare ed evitando le ore più calde della giornata).

  • Il benessere passa anche da ritmi di vita regolari e sane abitudini: due cose che in vacanza ci si sente spesso autorizzati a violare. Sbagliando, perché per vivere bene la vacanza è importante stare bene. Andare a letto troppo tardi, dormire poco, bere alcolici o fumare troppo è del tutto controproducente perché fa sentire stanchi, fuori forma e nervosi durante il giorno, impedendo di apprezzare tutto il bello e gli amici che si hanno intorno.

  • Le vacanze estive sono l'occasione migliore per conoscere persone divertenti e interessanti. Non abbiate timore di informare i nuovi amici del fatto che siete affetti da emofilia e di spiegare di che cosa si tratta: li aiuterà a capire meglio le vostre esigenze e sarà un modo per approfondire la conoscenza reciproca e costruire un legame più saldo.

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