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cos'è l'emofilia

La coagulazione: un fenomeno complesso

I Fattori della coagulazione sono proteine presenti nel sangue, prodotte principalmente dal fegato e in alcuni casi dalle cellule che rivestono le pareti interne dei vasi sanguigni (endotelio). Ogni volta che ci si taglia o si riceve un colpo di intensità tale da rompere vene o capillari, automaticamente i fattori della coagulazione vengono attivati e si innesca una complessa reazione a catena che porta alla formazione del coagulo, evento indispensabile per arrestare la fuoriuscita del sangue e avviare la guarigione.

Oltre ai Fattori VIII e IX, nel processo di coagulazione intervengono molti altri elementi, primo tra tutti il fibrinogeno, sostanza che, dopo essere stata convertita in fibrina, diventa il principale componente del coagulo. Per evitare che i fattori attivati riducano eccessivamente la fluidità del sangue dove non è necessario, l'avvio del processo coagulativo a livello della ferita è accompagnato dalla produzione e dalla liberazione nel circolo sanguigno di fattori trombolitici, secondo un perfetto equilibrio.

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Genetica

Il difetto nei geni dei Fattori della coagulazione responsabile dell'emofilia A o B viene trasmesso di generazione in generazione con modalità recessiva legata al cromosoma X. Ciò in genere significa che la persona che lo presenta si ammalerà di emofilia soltanto se è di sesso maschile. Infatti, i maschi hanno un cromosoma X e un cromosoma Y, e il cromosoma Y non è in grado di "mascherare" il difetto dell'unico cromosoma X presente nel corredo genetico. Un'altra rara evenienza è quando la donna, dotata di due cromosomi X, li possiede entrambi alterati. Viceversa, quando soltanto uno dei cromosomi X femminili presenta il difetto genetico responsabile dell'emofilia, la donna è portatrice della malattia, quindi in grado di trasmettere l'alterazione ai figli, ma difficilmente esprime le caratteristiche cliniche della malattia. Per questa ragione, i pazienti emofilici sono quasi sempre uomini.

Nel cromosoma X il difetto alla base dell'emofilia

Nei pazienti emofilici il processo della coagulazione è alterato perché il Fattore VIII (emofilia A) oppure il Fattore IX (emofilia B) della coagulazione sono poco attivi o del tutto inattivi, oppure presenti in quantità insufficienti per avviare e sostenere una corretta ed efficiente formazione del coagulo. Queste alterazioni dell'attività o dei livelli dei fattori della coagulazione dipendono da imperfezioni (mutazioni) nei geni responsabili della loro produzione, localizzati sul cromosoma sessuale X. Questo cromosoma è presente in doppia copia nelle donne (XX) e in copia singola negli uomini, dove è affiancato dal cromosoma Y (XY), depositario dei caratteri sessuali maschili, ma privo di altre funzioni significative. Di norma a essere alterato è il gene del Fattore VIII o IX della coagulazione presente su un solo cromosoma X: per questa ragione, gli uomini che ne posseggono un'unica copia, sono sempre emofilici, mentre nelle donne, che ne hanno due, il cromosoma X sano riesce quasi sempre ad assicurare la produzione di fattori della coagulazione sufficienti per una emostasi adeguata.

Se la donna è portatrice sana

La donna portatrice sana può trasmettere il gene dell'emofilia ai figli (sia maschi sia femmine) con una probabilità del 50%. Quando il cromosoma X materno alterato si unisce al cromosoma Y paterno, il bambino che nascerà sarà maschio e inevitabilmente ammalato di emofilia. Al contrario, quando il cromosoma X materno alterato si unisce al cromosoma X paterno sano, nascerà una bambina portatrice sana (Figura 1). Nella metà dei casi, più fortunati, in cui a essere trasmesso è il cromosoma X materno sano (e il padre non è emofilico) i figli che nasceranno non avranno alcun problema di coagulazione, a prescindere dal sesso, e non rischieranno in nessun caso di trasmettere il gene difettoso alle generazioni successive.

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Quando la donna si ammala di emofilia

Molto raramente, può capitare che anche la donna si ammali di emofilia. Questo può accadere quando una bambina riceve un primo cromosoma X difettoso dal padre emofilico e un secondo cromosoma X difettoso dalla madre portatrice (la quale ha il 50% di probabilità di trasmettere il cromosoma malato a ogni suo figlio indipendentemente dal sesso). Un'ulteriore, ma altrettanto rara, possibilità è che il cromosoma X con il difetto genetico dell'emofilia della coppia XX non sia compensato dal cromosoma X sano. Ciò può avvenire in due casi: il cromosoma X sano viene erroneamente disattivato (per il processo della lyonizzazione, processo fisiologico che avviene in tutte le donne, che prevede il silenziamento del 50% circa dei cromosomi X); per un difetto genetico presente fin dal concepimento uno dei cromosomi X è del tutto assente (rara situazione in cui nella donna è presente un solo cromosoma X). In quest'ultimo caso al difetto coagulativo si associano anche altre anomalie di tipo ormonale, dello sviluppo sessuale e della crescita (sindrome di Turner).

Se il padre è emofilico

Nel caso in cui il padre è emofilico e la madre sana, i figli maschi saranno tutti sani perché riceveranno sempre dalla madre un cromosoma X sano e dal padre un cromosoma Y inerte. Le figlie femmine, al contrario, saranno tutte portatrici del gene con il difetto dell'emofilia (portatrici obbligate) perché riceveranno sempre dal padre un cromosoma X alterato (Figura 2).

PP-GIP-ITA-1350

Emo Boot